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Gianni Schicchi. Ritratto di un folletto fiorentino

Gianni Schicchi della famiglia de Cavalcanti fu un cavaliere vissuto nel secolo XIII, collocato da Dante Alighieri nella bolgia dei falsari dellinferno e indicato nel canto XXX da Griffolino dArezzo nellatto di azzannare il concittadino Capocchio. Tra realtà e finzione, Dante ha riservato allo Schicchi pochi versi, dai quali è scaturita la leggenda secondo cui Gianni, tra le sue molte operazioni e su richiesta di Simone Donati, può aver assunto una volta le sembianze del morente Buoso Donati, redigendo un falso testamento.

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DATEIGRÖSSE 4.46 MB
ISBN 9788899581848
AUTOR Daniele Vogrig
DATEINAME Gianni Schicchi. Ritratto di un folletto fiorentino.pdf
VERöFFENTLICHUNGSDATUM 08/03/2020

Dettaglio da Dante e Virgilio di William-Adolphe Bouguereau ; Schicchi, coi capelli rossi, è ritratto mentre morde al collo Capocchio Gianni Schicchi de' Cavalcanti ( – prima del febbraio 1280 ) è stato un Schicchi, Gianni. - Cavaliere fiorentino della famiglia dei Cavalcanti, vissuto nel sec. XIII e già morto nel febbraio del 1280 (come risulta dal Libro di Montaperti, a c. di C. Paoli, Firenze 1889, 156 e 172); fu garante delle promesse di grano per il rifornimento dell'esercito (1260). Lo indica al poeta e lo nomina Griffolino d'Arezzo, nel canto XXX dell'Inferno (vv. 25-45; il nome dello “Quel folletto è Gianni Schicchi, / e va rabbioso altrui così conciando”: con questi versi, il 32 e 33 del XXX canto dell’Inferno, Dante fa introdurre al dannato Griffolino il “falsario” della famiglia de’ Cavalcanti.