Discorso sopra lo stato presente dei costumi deglitaliani. Seguito dai «Pensieri di un italiano doggi».pdf

Discorso sopra lo stato presente dei costumi deglitaliani. Seguito dai «Pensieri di un italiano doggi»

La posterità è solo presunzione di lontananza, se il quadro antropologico non muta. Centottantasette anni ci separano da quel marzo 1824 in cui Giacomo Leopardi, non ancora ventiseienne, scrisse il Discorso sopra stato presente dei costumi deglitaliani: poche decine di pagine rimaste sepolte tra le carte e date alle stampe tardivamente, nel 1906. Noi, posteri dei lettori già postumi dinizio Novecento, siamo presi da vertigine, perché quellassenza di spirito pubblico che balzava allocchio impolitico del giovane poeta, e si perpetuava nei primi decenni dellItalia unita, è la stessa che ipoteca il nostro presente. Più che i vizi antichi dun popolo in difetto di legame sociale, è infatti il vuoto di costumi - ossia condotte uniformi improntate a unetica condivisa - il vero oggetto della riflessione di Leopardi. Nel campo lungo dello sguardo leopardiano figura oggi un altro etnologo deccezione. Franco Cordero, che ancora una volta si conferma diagnosta implacabile della scostumatezza italiana e del suo immobile dinamismo, riaprendo il Discorso proprio nel momento in cui si aggravano mali collettivi mai sanati. Due diverse prose di pensiero, due tonalità del disincanto rivelano lintima fratellanza tra chi sa parlare del proprio tempo con la felicità di giudizio dun classico.

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DATEIGRÖSSE 1.89 MB
ISBN 9788833921860
AUTOR Giacomo Leopardi,Franco Cordero
DATEINAME Discorso sopra lo stato presente dei costumi deglitaliani. Seguito dai «Pensieri di un italiano doggi».pdf
VERöFFENTLICHUNGSDATUM 08/01/2020

lo, quasi che irato, che, se tutte le donne italiane fussi-no monstri, che una sua parente era per riavere l’ono-re loro. SIRO Io sono or chiaro di quello che voi volete dire. CALLIMACO E nominò madonna Lucrezia, moglie di messer Nicia Calfucci: alla quale dette tante laude e di bellezza e di costumi, che fece restare stupidi qualun-